G8 Genova, Un processo politico che ha segnato la vita di un ispettore della polizia di stato.

di Giovanni Maria Mascia

G8 di Genova, una delle pagine più nere della storia contemporanea d’Italia.

Oggi La Corte dei Conti chiede 8 milioni di euro ai 27 poliziotti coinvolti all’interno della scuola Diaz durante il G8 di Genova del luglio 2001: 5 milioni di euro per danno d’immagine e 3 per danni patrimoniali. 

E a piu’ di 17 anni di distanza dai fatti del G8 di Genova c’è chi ancora ha un conto in sospeso.
A parlare con la voce rotta di chi ha vissuto quelle ore di inferno è un ex ispettore Capo della Polizia, oggi pensionato, Maurizio Panzieri, che allora prestava servizio presso la scuola della Polizia di Stato di Caserta.

Panzieri venne aggregato presso il primo reparto mobile di Roma (Ponte Galeria) con il ruolo di istruttore di tecniche operative e tiro, senza compiti di comando, per l’addestramento all’ordine pubblico delle forze operative dei reparti mobili di Italia con delle nuove tecniche per intervenire nel G8 di Genova.

Successivamente venne aggregato a Genova con la mansione di istruttore presso il settimo nucleo antisommossa del reparto mobile di Roma allo scopo di controllare eventuali errori del 7 nucleo durante i vari interventi contro i black bloc e i facinorosi.

Nel blitz alla scuola Diaz il settimo nucleo interviene in un secondo momento e l’ ispettore Panzieri individua subito numerosi giovani medicati e successivamente, salendo poi al piano superiore, nota alcune persone sanguinanti appoggiate ad un muro. Subito dopo  la sua attenzione viene attirata da un collega che gli chiede aiuto per abbattere una porta e che gli fa presente di aver subito un accoltellamento, mostrandogli un taglio sulla giubba. Come superiore riporta i fatti cosi come gli sono stati raccontati dal collega subalterno.

Maurizio Panzieri ha deciso di ripercorrere quei momenti che hanno segnato definitivamente la sua vita.

“Ispettore Panzieri lei è stato condannato in Cassazione per Falso Ideologico relativo alla redazione del verbale dell’accoltellamento subíto dal suo subalterno Massimo Nocera.  Ci può raccontare i fatti?”

Ecco l’intervista completa

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