Caserta, ZTL: Guerriero e Commercianti di nuovo sul piede di guerra.

Un gruppo di commercianti ‘indignati’: ”Con kestè, noi ‘sopravvissuti’ faremo sentire ancora più forte la nostra voce, pronti a battagliare per ‘svoltare’ la città. Ora davvero basta, chiediamo l’eliminazione di questa ZTL“.

“L’arroganza con la quale il Sindaco di Caserta e la sua amministrazione insistono nel difendere l’istituzione della ZTL nel Centro Storico è pari all’indifferenza nonché alla mancanza di idee che si manifesta giorno dopo giorno nel governo di questa città.

Ricordiamo ai nostri lettori che l’associazione CASERTA KEST’È non è, in linea di principio, contraria all’istituzione delle ZTL, soprattutto nelle aree dove il traffico è più intenso con conseguente inquinamento atmosferico e acustico. A tal proposito, anche i commercianti del centro storico, si sono riuniti per analizzare soluzioni e prospettive di rilancio della zona centrale appesantita oltre che dall’imposizione della ZTL anche da una serie di problemi dovuti dalla crisi economica.

Oggi, i commercianti sono ritrovati in Piazza Dante, una settantina in tutto, raccordandosi tra loro, formando una sorta di comitato spontaneo col ‘passa parola’, su whatsApp, senza dunque coinvolgere, almeno per questa volta, le associazioni di categoria. L’unico rappresentante al quale hanno deciso di rinnovare la delega di rappresentarli nelle sedi opportune è il presidente di Caserta Kest’è, dott. Ciro Guerriero che da anni si batte per i loro diritti e per una miglioria della città di Caserta, lasciata nel degrado più totale da parte di questa amministrazione locale”.

Nel Centro Storico la scelta della ZTL ha contribuito alla progressiva desertificazione che l’ha trasformato in una periferia marginale, chiuso al traffico senza prevedere un piano di parcheggi per visitatori e residenti, né forme di sostegno alla circolazione che possano sostenere la mobilità di anziani e disabili, sottolinea Guerriero.

I pochi operatori commerciali che a stento sono riusciti a mantenere aperte le loro attività con questo provvedimento hanno ricevuto un colpo fatale, senza contare che istituzioni storiche importanti, come la Provincia, che del Centro Storico rappresentano il vero e proprio cuore da secoli, hanno già messo in essere la delocalizzazione dei propri uffici. Se a questo si aggiunge anche lo spostamento ormai in atto di alcune banche, il processo di desertificazione e marginalizzazione sarà definitivamente compiuto”, conclude Guerriero.

Quindi, proprio per salvaguardare i pochi commercianti rimasti e ridare lo splendore che merita la città di Caserta, non si esclude la raccolta di firme di tutti coloro che appoggiano l’iniziativa di “salvare il salvabile”. Si apprende, a fine riunione, anche di un documento che sarà protocollato a palazzo Castropignano e p.c. ad altri enti competenti riguardante le inottemperanze degli obblighi che dovrebbero tenersi ma inesistenti a tutt’oggi come l’adeguamento dei pannelli luminosi alle direttive ministeriali.

Vogliamo sottolineare, che dopo dieci anni dall’istituzione della ZTL non vi è stata alcuna miglioria nella città, se non la desertificazione del centro storico che è letteralmente in ginocchio. Gli affari sono letteralmente sottoterra, ed i commercianti sono costretti a vivere in mezzo all’incuria ed alla mancanza di controllo, in quanto quest’amministrazione non ha mai mostrato interesse alcuno a prestare ascolto alle loro esigenze. Sono spariti gli storici gioiellieri e gli artigiani delle traverse di via Vico, Via S. Carlo, Via Crispo Sono in ginocchio anche i commercianti del 2° tratto di Corso Trieste e quelli di Corso Giannone.

La ZTL arriva così a completare il processo di trasformazione del Centro Storico in periferia degradata e abbandonata a se stessa.

Perché la verità è che il Sindaco Marino del Centro Storico non sa che farsene: oscilla tra la frenesia demolitrice e l’ansia conservatrice senza soluzione di continuità. Ed è proprio per questo che sfugge il confronto con la nostra associazione e inventa ogni giorno qualcosa di nuovo e di peggio per la qualità della vita dei cittadini”.

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