Teatro comunale di Casapulla, ritorna in scena “E’ asciuto pazzo ‘o parrucchiano”. 

Venerdì 20 e Sabato 21 Aprile ore 20.30, dopo il sold out delle prime due serate, torna in scena al Teatro comunale di Casapulla, sito in via E. Fermi n. 20, “E’ asciuto pazzo ‘o parrucchiano” commedia di Gaetano Di Maio, con la Compagnia Teatrale IL SIPARIO, regia di Enzo Varone.

La trama è avvincente e trova nel connubio tra la straordinaria regia di Enzo Varone e la bravura di tutti gli attori, ognuno nello specifico della propria interpretazione, la chiave del successo delle prime due serate, un successo che trova conferma nel consenso generale del pubblico che ha scandito il ritmo della rappresentazione con risate ed applausi.

Fin dall’apertura del sipario lo spettatore si ritrova immerso nel vissuto di un piccolo paese di provincia e la finzione scenica diventa lo spiraglio da cui osservare lo scorrere ed il divenire della vita dei singoli protagonisti, una vita intessuta di compromessi, sotterfugi e segreti, che legano l’uno all’altro, ma che, nel contempo, una volta svelati, metteranno gli uni contro gli altri. 

La casa del parroco è il luogo dove tutti si ritrovano e dove tutto prende vita. C’è il magnanimo don Sandro, che fa del bene ai suoi paesani più bisognosi facendo passare per miracoli opere da lui stesso compiute, e che, alle parole del  vescovo ” non c’è stato mai nessun miracolo, il rispetto della verità mi impone a dirlo”, può in coscienza affermare a gran voce “io ho portato la pace e la serenità in molte famiglie”; c’è l’acuta donna Rosa che, per risolvere l’amore contrastato dei due giovani innamorati  Ninetta ed  Andrea con il loro bambino, finisce per ammettere  che “cierti ‘vvote, a fin di bene, nu  miracolo si può anche inventare”; ed ecco comparire Modestino il simpaticone che, visti i guai in cui si ritrovano la baronessa e i suoi amici, è sempre più dell’idea che “na contadin ten e scarp strett’  e o’ cereviell’ fine”; ci sono poi loro, i “beneficiari” dei miracoli: Menico, che pur di ottenere il trasferimento dell’unico figlio maschio anche se “all fattur ce crer ma ai miracoli no” fa anche lui voto alla Madonna, Mariagrazia che, parlando di don Sandro, non fa altro che ripetere a tutti che “lu sant’omm ha fatto la profezia”, Assunta che chiede a tutti” l’esame di mio figlio?”, Angelina,  la figlia della baronessa, che ha perso la voce, ma di certo la ritrova per dire che”la virtù, tra virgolette, è usata come un’arma per fare una cattiva azione”; c’è la nobile Celeste, promessa sposa di Andrea, che, sentitasi attaccata, mette in guardia tutti con il suo  “non approfittate che sono una signora perché volendo so fare anche la lazzara”; ci sono l’assessore Renato, che non fa altro che ripetere “sto io ”cca che teng centenare ‘e corne”, e la moglie Elvira che tra un “allude al bestiame che commercia” ed un “ma statte zitto” lo retarguisce di continuo; poi c’è lei, Donna Bianca, la baronessa, per la quale “l’amore è passione, fuoco, fuoco e la carne è l’unico piacere vero della vita” ed è contesa dal sindaco Vittorio, che le dichiara di continuo il suo amore con frasi del tipo “il mio sogno è che sono morto e voi mi portate dei fiori”, ed un avvocato intraprendente e donnaiolo che vista la situazione non può che esclamare ” se Dio fosse un avvocato tutti rinviati a Giudizio Universale”.

Insomma gli ingredienti giusti per una commedia divertente ed esilarante.

L’invito a venire a teatro è rivolto allora a tutti e come dice sempre il Direttore artistico Gianfranco Tecchia: “Non mancate e ricordate che l’appuntamento con il teatro è un appuntamento con la cultura”.

Per i biglietti rivolgersi al Cast Artistico tel. 3917598486, oppure Edicola 2G.
 

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