San Leucio, Corteo Storico: il borgo si veste di storia e tradizione. All’interno il programma

L’Associazione Corteo Storico della Real Colonia di San Leucio, unitamente al Comune di Caserta, si pone come obiettivo primario il recupero e la conservazione della nostra identità storica e delle nostre tradizioni attraverso la realizzazione di eventi culturali puntando soprattutto sulla partecipazione della cittadinanza leuciana favorendo, di conseguenza, la crescita del turismo culturale sul nostro territorio.
Le iniziative sono finalizzate affinché la tutela, la salvaguardia e la fruizione dei beni culturali, architettonici e paesaggistici vengano mantenuti nel rispetto delle proprie caratteristiche storiche, sociali ed ambientali.

Ecco il Programma completo

23 giugno

Una Notte al Museo
Belvedere di San Leucio
Nello scenario serale del Bello Vedere di San Leucio, l’affascinante luogo dove i leuciani praticavano l’arte della seta, i turisti potranno godere di percorsi guidati nelle stanze del complesso monumentale.
Orario visite guidate 18:00 – 19:00 – 20:00
Info & Prenotazioni: 0823 273151
Durante il percorso
Miniature (Amore e Regno), breve rappresentazione teatrale-musicale scritta e diretta da Vittoria Sinagoga.
La rappresentazione itinerante che racconta cosa probabilmente succedeva nei secoli scorsi fra due giovani destinati a sposarsi, quando i rispettivi “Real genitori” sugellavano un patto di alleanza per il potere e l’estensione dei propri regni, attraverso il matrimonio combinato. Anche Ferdinando IV di Borbone e Maria Carolina D’Asburgo Lorena furono protagonisti di tale destino. Come reagirono questi giovani a doversi dare, per dovere, a una persona che non amavano? Tutto da scoprire.

ore 21:00 La Nina o sia la pazza per amore
Belvedere di San Leucio
Commedia per musica di Giovanni Paisiello
Francesca Russo Ermolli, mezzo soprano; Sabrina Santoro, soprano; Luigi Strazzullo, tenore; Sergio Valentino, baritono, Conte; Stefano Di Fraia, baritono; Maurizio Iaccarino, pianoforte; Villanelle: Rosa Andreone e Lia Scognamiglio.
Adattamento dialoghi Stefano Di Fraia
Direzione artistica Ciro Costabile
I festeggiamenti per la promulgazione del Codice delle Leggi iniziarono il 20 giugno 1789 e si protrassero fino al 25 dello stesso mese. La sera del 20, Ferdinando e Carolina si trasferirono a San Leucio dove bambini, donzelle e giovinetti della colonia accolsero la coppia regale con fiori e recite di sonetti accompagnati, poi, da piccoli balletti. Donarono anche una copia dello statuto in carta imperiale, mentre le fanciulle offrirono alla regina “un bel habillement completo”. Fu solo l’inizio di una settimana di festeggiamenti per l’inaugurazione della nascente colonia serica “La Real Colonia di San Leucio”.
A oriente del Belvedere, nel viale che porta alla cascata del Parco Reale, venne costruito un teatro in legno illuminato a giorno a cera, formato di arcate di verdura che formavano un grottone illuminato con olio. Nel pomeriggio del giorno 25, quindi, alla presenza delle Reali Maestà, della duchessa Amalia di Sachsen e degli ufficiali superiori della squadra spagnola di evoluzione del Mediterraneo, nonché del parroco, dell’amministratore, dei seniori e dei coloni di San Leucio, ci fu la prima assoluta della “Nina o sia la pazza per amore” scritta per l’occasione dal compositore di corte Giovanni Paisiello.

24 giugno

19:30 Corteo Storico della Real Colonia di San Leucio
Immersa nello splendido scenario del borgo e accompagnata da musiche del settecento, la sfilata ha inizio dal palazzo di Belvedere per percorrere tutte le strade fino alla piazza della Seta e poi fare ritorno.
Il Corteo è la descrizione visiva di quadri animati che ripercorrono gli articoli dello statuto leuciano con la finalità di divulgarlo per quello che è stato definito uno degli esperimenti sociali più avanzati d’Italia e d’Europa.
Le maestà erano soliti venire in visita a San Leucio in occasioni particolari e soprattutto per allontanarsi dai fasti della vita reale. La popolazione per la maggior parte operaia, viveva invece il borgo tutto l’anno, gli abitanti erano quindi i principali protagonisti della vita locale. Nella colonia di San Leucio era d’obbligo l’abito uniforme, il re ne autorizzava la vestizione a sue spese e veniva concesso solo agli operai con anzianità di servizio e perizia nell’arte. L’assegnazione dell’abito veniva fatta dai seniori con il parere favorevole del parroco. Il re stesso, abituato ai suoi bizzarri travestimenti, indossava talvolta l’abito della colonia.
Le strade del borgo sono imbandierate con i simboli dei sei quartieri della colonia, addobbate con decorazioni floreali e illuminate con fiaccole per creare la giusta e suggestiva atmosfera. Gli squilli di trombe, il battere dei tamburi e dei rullanti danno inizio alla sfilata che partirà dal palazzo di Belvedere. Si porta nella piazzetta antistante la Chiesa Parrocchiale e il suono delle campane annuncerà l’uscita del Parroco che, scortato da un seniore, prenderà posto nello schieramento del corteo. Prosegue per via del Setificio, via Vaccheria e via Planelli fino al cancello d’ingresso dove l’Amministratore della Real Colonia provvede alla lettura del bando che autorizza simbolicamente l’ingresso ai forestieri. Il Corteo prosegue fino a piazza della Seta e poi fa ritorno nel Belvedere.

21:30 Festa Leuciana
Primo cortile del Belvedere di San Leucio
Regia Pierluigi Tortora
L’idea prende spunto dalle feste che Re Ferdinando organizzava all’interno del primo cortile della Real Fabbrica di Belvedere. La più importante ci fu in occasione della promulgazione del codice delle leggi a fine giugno del 1789. Una settimana di festeggiamenti, fu dedicata a questo evento nel Belvedere dove, giovinetti e giovinette, presentarono intrecci di balli, rappresentazioni teatrali e, poco distante dal belvedere, fu rappresentata la prima della Nina Pazza per Amore del Paisiello.
Per l’occasione, saranno presenti: la scuola di danza ottocentesca Società di danza che si esibirà in balli del periodo 1830 – 1860, il 13° Reggimento di Fanteria di Linea “Lucania” 1789 a cura dell’Associazione storica Imago Historiae di Potenza, la Fanfara della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” e il gruppo di musica popolare dell’associazione corteo.
In occasione del matrimonio di Francesco I e l’Arciduchessa d’Austria Maria Clementina avvenuto nel 1797, Ferdinando Patturelli, nel 1826, scrive:
Tutto il cortile venne decorato nel giro con uno spazioso portico adorno di colonne Doriche isolate col corrispondente intavolamento, che sosteneva la soffitta di tela dipinta; e di sopra il cornicione nel giro del medesimo percorreva un attico con vasi ripieni di fiori situati a piombo delle colonne. Nel lato più breve del cortile in visuale del portone, senza interrompere il porticato vi era un gran Tosello co’ ritratti de’ Reali Sposi situati sotto un panneggio alla Reale ricamato in oro, che cascava da una gran corona, ed in ciascun angolo del porticato eranvi differenti quadri di vedute dipinte al naturale. Le tavole erano disposte nel seguente modo: alla dritta del Tosello vi era la tavola del Parroco del luogo con tutti gli altri Sacerdoti, Cappellani, e Chierici: alla sinistra quella dei Seniori, e di tutti i Capi d’Uffizio; in seguito poi le tavole degli sposi della Colonia co’ rispettivi genitori, e nel resto del giro le tavole degli altri artieri, che in uno formavano circa 600 persone tutte servite in questo sito banchettare la popolazione Leuciana al suono de’ migliori pezzi musicali eseguiti da due bande Militari situate nel centro del cortile. Ma più sorprendente fu l’illusione della sera quando dopo essere stato illuminato il porticato, e ‘l cortile colla facciata del Casino tutto a cera; ed essere stato eseguito dagli stessi giovani Leuciani un grazioso intreccio di danza appostatamente concertato per ordine di S. M.; all’improvviso per sorprendere in un modo singolare la Reale Sposa si vider nella sottoposta campagna fuori del recinto dirimpetto al Real Casino ad un cenno del Monarca per via di fuochi artifiziali graziosissimi tre prospetti l’un dopo l’altro: il primo di un ponte per cui si passava da’ luoghi abbondantissimi di acque, e fontane, ad un sito ameno, e brillante; il secondo di un Tempio innanzi al quale vedevasi lo sponsalizio di Amore e Psiche accompagnato da due Genii festeggianti; e ‘l terzo di una deliziosa veduta all’uso Cinese allusiva alla vaghezza, ed ubertà de’ Campi di Terra di lavoro. Questa festa fu diretta dall’Architetto D. Francesco Collecini, e ‘l Macchinista, ed esecutore de’ fuochi fu D. Vincenzo Ardito.
Si assisterà
Proclama del Re che da inizio alla festa.
Gran Ballo di Corte. Esecuzione di balli del periodo 1830 – 1860.
Esibizione del gruppo popolare con canti dedicati alla Real Colonia e della nostra tradizione campana. Due ballerine danzeranno su ritmo di tammurriata.
Esibizione del gruppo Popolane in festa di San Leucio.
Degustazione di un piatto tipico realizzato seguendo una particolare ricetta del luogo appartenente alla tradizione borbonica abbinata ad un vino locale.
Spettacolo pirotecnico.

29 e 30 giugno

19:30 Sagra delle Pallottole
Piazza Trattoria
Fiera gastronomica con distribuzione delle tipiche pallottole, crocchette di patate cucinate in modo caratteristico secondo un’antica ricetta.
Le due serate saranno allietate da gruppi musicali con canzoni e danze popolari.
La sagra viene svolta all’interno della piazza Trattoria. Il fabbricato fu edificato, «per ordine del provvido re Ferdinando allorquando dimorava egli lungamente in belvedere, per dare agio di trattenersi e ristorarsi alle persone, che continuamente erano obbligate a recarsi alla Reale udienza, o dalla Capitale o da altri luoghi distanti. Per la qual cosa prese il nome di Trattoria, che tuttora ritiene».
Questo grande edificio conteneva una comoda distribuzione di stanze e aveva, nella parte sottostante, varie botteghe per rivendite di commestibili per la colonia. Esso subì varie vicende: durante l’occupazione francese vi furono trasportati dallo stabilimento i telai e vi si fece la tessitura. Inoltre, alloggiarono qui l’amministratore, il comandante della divisione della colonia, il direttore della tessitura e il custode del casino reale. Vi furono allocati la cancelleria della colonia, il macello, un magazzino delle sete e perfino un piccolo teatrino, oltre varie abitazioni di artigiani.
Francesco I destinò una parte del fabbricato «per uso di Real Cavallerizza, onde potersi riporre cavalli e carrozze di Real pertinenza, non che dar ricovero a tutti i Palafreni, Cocchieri e Staffieri col loro Capo ogni qualvolta si reca S. M. nel Real Sito di Belvedere».
Piazza Trattoria, rappresenta, dunque, il luogo più idoneo per conservare la tradizione delle nostre PALLOTTOLE, quelle che i nostri nonni cucinavano nelle proprie case e come fanno oggi gli attuali abitanti del borgo nel pieno rispetto della originale storia di San Leucio.
Ogni anno, si confezionano oltre 10.000 pallottole dalle massaie di San Leucio. Le patate vengono bollite, sbucciate e schiacciate, poi, da mani esperte vengono mescolate con gli ingredienti in grossi matroni e lasciate riposare. All’apertura degli stand avviene, davanti agli occhi curiosi e smaniosi dei tanti accorsi per l’occasione, l’opera conclusiva: ci si spolvera le mani di farina, si formano delle palle a grandezza d’uovo, si friggono in grossi padelloni con olio abbondante ed, infine, vengono distribuite per far gustare tale delizia.

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