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Naso all’insù a Piedimonte di Casolla per «la Notte di San Lorenzo»

CASOLLA DI CASERTA – La notte di San Lorenzo è da sempre notte di sogni, notte di speranze, notte di stelle cadenti. A questo complesso di affinità legate al 10 agosto è dedicata l’iniziativa «la Notte di San Lorenzo», organizzata dall’associazione CasertAzione insieme alla Parrocchia Arcipretura San Lorenzo Martire, di Casolla di Caserta, in occasione della festa patronale. L’invito è quello di puntare gli occhi al cielo proprio nella notte della festa del Santo nella magica cornice del borgo di Piedimonte di Casolla, presso la cinquecentesca casa canonica della chiesa di San Rufo, questa sera a partire dalle 21,30.

Si sa poco della vita San Lorenzo. Originario della Spagna – di Huesca, in Aragona – giovanissimo fu inviato a Saragozza per completare gli studi e qui che conobbe il futuro papa Sisto II che lo condusse con sé a Roma dove, quando nel 257 fu eletto Papa, affidò a Lorenzo il ruolo di arcidiacono con la responsabilità delle attività caritative di cui beneficiavano poveri e vedove. Fu martirizzato all’età di 33 anni il 10 agosto del 258 – in seguito ad un editto dell’imperatore Valeriano – e non si è certi se, come la tradizione tramanda, fu bruciato con una graticola messa sul fuoco. È considerato patrono di bibliotecari, cuochi, librai, pasticcieri, pompieri, rosticcieri e dei lavoratori del vetro.

Il culto nella frazione di Casolla di Caserta è molto antico e la chiesa di San Lorenzo Martire è già citata nella bolla di Sennete, vescovo metropolita di Capua, del 1113. Come il culto, anche le tradizioni popolari sono ricche di aneddoti legati al santo – fino alla prima metà del ‘900 i giovani correvano nelle campagne nella mattina del giorno di San Lorenzo per cercare le «grauncelle», piccoli pezzi di carbone nascosti sottoterra – e la visione delle stelle cadenti rientra tra le tradizioni più antiche e celebrate.

La notte di San Lorenzo (tra il 9 ed il 10 agosto) è tradizionalmente associata al passaggio dello sciame meteorico delle Perseidi, le «lacrime di San Lorenzo» evocative della sofferenza dei carboni ardenti su cui il santo fu martirizzato. In quei giorni, l’atmosfera terrestre è attraversata da un numero di piccole meteore molto più alto del normale e il fenomeno risulta particolarmente visibile alle nostre latitudini.

L’evento organizzato da CasertAzione e dalla Parrocchia San Lorenzo Martire unisce sacro e profano, scienza e tradizione. Due punti di osservazione forniti di telescopi professionali saranno a disposizione di chiunque voglia curiosare tra i segreti della volta stellata. Esperti di astronomia e di tradizioni popolari si contenderanno, tra scienza e leggenda, il primato sulla notte di San Lorenzo accompagnati dalla musica popolare tra le tentazioni gastronomiche del Tifata.


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