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«La rivoluzione siamo noi» l’omaggio a Joseph Beuys dello Stabile d’Innovazione di Caserta dalla Reggia al Palazzo delle Arti e del Teatro

CASERTA – La rivoluzione siamo noi è il monito che la nuova generazione, quei giovani, alibi per discorsi stereotipati e privi di alcuna concretezza, rimboccatesi le maniche, stanno dimostrando come la necessità di costruzioni spontanee culturali possano brillare di luce propria senza scendere a patti con le logiche compromettenti del consenso. Ecco il principio affermato dalla Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla che, nell’occasione teatro in-stabile di innovazione della Città di Caserta, finalmente realizza il primo solido connubio artistico tra la Reggia e la sua Città con Tre Mondi Solitari, nuova drammaturgia itinerante di Patrizio Ranieri Ciu.

Il Mondo Che Era  – Il Mondo Che È – Il Mondo Che Sarà, questi i titoli del percorso artistico che parte dalle stanze reali, attraversa Terrae Motus e si conclude al Palazzo Arti e Teatro sul Corso Trieste, in centro città, con il tradizionale spaghettacolo in attesa della mezzanotte. Venerdi 28 luglio per la apertura straordinaria serale della Reggia di Caserta gli appuntamenti: ore 19,45 incontro nella Sala del Trono, ore 20,15 in Terrae Motus, ore 21,45 al Palazzo Arti e Teatro sul Corso Trieste 239.

Tre Mondi Solitari, tre luoghi temporali di origine di ansie e timori, paure e speranze, illusioni e realtà dove le parole camminano sul filo del rasoio della verità che, non appena detta, già non è più tale. «Tre Mondi solitari – dice l’autore – tre trappole poste nel corso del tempo dove non c’è soluzione se non l’inversione delle parti». Quel che avviene tra attore e spettatore.

Uno spettacolo nello spettacolo della cornice incantata della Reggia di Caserta, che offre il fianco al sentimento, afferma la violenza e, cancellando il sogno di una generazione perduta, vedrà la sua mutazione nella clandestinità civile. «La rivoluzione siamo noi», sintesi perfetta del cantore dell’incoerenza Joseph Beuys, è la storia del rischio incombente sull’umanità: la perdita imminente del valore della parola.

Una anteprima della prossima commemorazione di Beuys a Caserta con la posa a settembre dell’Albero 7001 all’interno del giardino del Palazzo Arti Teatro.


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