La forma dell’acqua, una storia d’amore tormentata e struggente

“Baltimora, 1962. Dopo aver perso l’uso della voce a causa di un incidente, la giovane Elisa conduce una vita spenta, senza ambizioni. Ma un giorno, all’interno del laboratorio in cui lavora come donna delle pulizie, entra per sbaglio in una stanza e fa una scoperta straordinaria: in una vasca piena d’acqua c’è una strana creatura. È sicuramente prigioniera e con ogni probabilità è lì perché oggetto di un esperimento. Ma cos’è? Anzi: chi è? All’insaputa di tutti, Elisa entra in contatto con quella creatura e tra i due si crea un legame sempre più forte. Un legame incomprensibile al mondo, che vede in lei una donna insignificante e nella creatura soltanto un mostro da studiare. Un legame che però ha i tratti e la forza del vero amore…”

All’amore, in tutte le sue molteplici forme e manifestazioni.

È questa la storia che sta appassionando il pubblico che è accorso al cinema per vedere il nuovo film di Guillermo Del Toro, vincitore del Leone d’Oro alla Mostra del cinema di Venezia 2017, vincitore del Golden Globe 2018 per miglior regista e candidato a 13 Oscar.

La forma dell’acqua di Daniel Kraus esce in ritardo (1 marzo) nelle librerie a dispetto del film volutamente. Infatti il libro, edito da Tre60, ha come premessa e presentazione iniziale il rimando all’omonima pellicola che ha preso spunto da esso o, per meglio dire, è nato solo grazie alla collaborazione tra scrittore e regista. Lo stesso Kraus, infatti, dice: “La forma dell’acqua rappresenta il primo frammento di idea che abbia avuto. Me la porto dietro da quando avevo quindici anni, ma non è diventata una storia vera e propria fino a quando non ho incontrato Guillermo: non appena gli ho raccontato la premessa ha cominciato a dare forma alla narrazione. È l’artista più onesto e sensibile che io conosca e, con la sua apertura emotiva, completa alla perfezione la mia vena più oscura.”

Ad essersi realizzato, però, è anche uno dei sogni nascosti del regista che ha dichiarato: “è una storia che avevo in mente da quando, a sei anni, ho visto Julie Adams nel Mostro della laguna nera. La mia speranza era che lei e il mostro finissero insieme, ma alla fine le cose andavano diversamente. Un giorno Daniel Kraus mi ha parlato di una sua idea per una storia che era molto simile alla mia. Ho capito subito che avevamo fatto centro: avevamo per le mani un soggetto pazzesco sia per un libro che per un film.”

Il libro senz’altro sviluppa in modo più ampio la storia raccontata nel film. Una storia che sembra essere una fiaba dark, romantica, attualissima che affronta un tema estremamente caldo come quello della diversità. Senz’altro La forma dell’acqua è un romanzo diverso da quelli a cui si è solitamente abituati e per questo vale la pena leggerlo.

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