CASERTAINBICI, “RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA PADRE PIO INUTILE, UNA CICLABILE CHE CI GIRA INTORNO”

“Sta facendo molto discutere il maestoso progetto di riqualificazione di Piazza Padre Pio, per il quale il comune di Caserta ha ottenuto un finanziamento di ben un milione e duecentomila euro dalla Regione Campania.
Una cifra che appare enorme se riferita ad un singolo spazio pubblico, esteso poco più di 5.000 metri quadri, mentre numerosi altri in città languono in condizioni simili se non peggiori. Ma cosa è previsto nel progetto per arrivare a costi così elevati? A noi dell’associazione Casertainbici – spiega la presidente Sara Femiano – è balzato subito all’occhio che siano previste “piste ciclabili”, aspetto rimarcato dal Sindaco anche nel comunicato stampa che ha annunciato l’approvazione del progetto esecutivo. Ma a cosa serve, che senso ha una ciclabile intorno ad uno spazio il cui perimetro misura 320 metri? Non parliamo di piste ciclabili, magari potrà essere un mini velodromo per bambini! Davvero paradossale continua Femiano – quello che leggiamo nella relazione tecnica del progetto, che descrive il tracciato come <uno dei percorsi ciclabili fondamentali per la città individuati a conclusione della riqualificazione della stessa Villa Parco Padre Pio>. Ma perché piuttosto non si progettano percorsi ciclabili, meno costosi e più efficienti, per poter arrivare in bici in sicurezza verso la Villa partendo da altre zone della città?
La preoccupazione dei ciclisti urbani casertani è che per l’ennesima volta si possa assistere ad uno sperpero di denaro pubblico senza alcun effetto benefico per la mobilità sostenibile. A Caserta abbiamo diversi percorsi ciclabili commentano dal direttivo di Casertainbici – ma la maggior parte sono impraticabili, pericolosi o invasi dalle auto come nel caso di via Napoli, quindi di fatto i ciclisti sono costretti a viaggiare in strada. Da anni chiediamo l’approvazione di un progetto complessivo, un bike plan, che possa poi svilupparsi man mano che si rendono disponibili le risorse economiche. Invece si continua a pensare e progettare dei pezzetti sconnessi che non saranno utili a nessuno”.

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